"Archivio01" - 15/02/2005

Vi avevamo promesso, nella nostra pagina di presentazione, di parlarvi anche di sport.
Di sport vero, però! Non già di stupide statistiche, di freddi numeri o dei capricci dei viziati campioni del calcio.
Ci piacerebbe offrirvi lo “spirito” di questo o quell’altro sport che ha coinvolto generazioni di appassionati.
Chi scrive queste “quattro righe” ha le sue priorità e ritiene che, per “nobiltà” ed ideali, il Rugby possa sintetizzare la totalità dei valori degli sport di squadra.
Su un muro di un college di Rugby, cittadina inglese a quasi duecento km. da Londra, si celebra, in una lapide, la nascita (1823) del gioco della pallaovale: “Questa lapide commemora le gesta di William Webb Ellis che, con disprezzo delle regole del football di quel periodo, per primo prese la palla con le mani e corse, dando origine alla caratteristica del gioco del Rugby”.
Un gesto premeditato, di ribellione alle regole di quel tempo, o fatto con ingenuità, naturalezza, che ha, comunque, creato un cambiamento di norme, dando vita ad uno sport in cui valori, quali la lealtà e il rispetto per gli avversari, sono l’essenza stessa dello spirito del gioco. E’ un gioco in cui non “si gioca contro un nemico” ma “si gioca con un avversario”. Ci si saluta prima di inziare, ci si “confronta” con lealtà e, al termine della partita, chi vince “avvolge” in un “corridoio” di applausi chi perde. Poi, tutti, vincitori e vinti, amici e tifosi, a far festa, con un fiume di birra, in un “terzo tempo” di complimenti, scambi di idee, prese in giro e canti di club.
Io, che questo sport lo conosco, e le cui idee le ho poste come “filosofia” di vita, vi invito a scoprirlo: ne resterete affascinati!
A proposito, il 5 febbraio inizia il Torneo delle 6 Nazioni, massima competizione europea a livello di rappresentative nazionali, che vede contrapporsi Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Francia e Italia: da non perdere!

(di Attilio...) 03/02/2005