"Archivio07" - 07/03/2005

 

Una via … di mezzo

Mi hanno sempre attirato quei test pseudo-psicologici (!?!) pubblicati su alcune riviste; rispondevo ai quesiti ed, immancabilmente, il punteggio ottenuto mi catalogava nella via di mezzo: né troppo né molto. Non so cosa mi aspettassi, so soltanto che ne restavo scontenta. Crescendo mi sono accorta che, caratterialmente, non lascio tracce perché non spicco per incisività; non sono mai da una parte o da un'altra in modo nitido ma anzi cerco sempre di trovare una giustificazione a ciò che gli altri criticano perché non vedo mai una sola verità.

Ebbene, sì! Sono la contraddizione in persona: mi spaventa il non aver mai dubbi ma anche l'averne troppi. Comunque, non mi si confà essere “a favore” o “contro” in modo radicale, mi piace la mediazione e non gli eccessi; mi piace che mi si convinca del mio sbagliare con argomentazioni e non che mi si obblighi a ricredermi con sufficienza o, peggio, con disprezzo.

Ma esiste davvero qualcosa di assoluto o non è, invece, tutto relativo? C'è il bianco, c'è il nero, ma la vita non è forse una sfumatura infinita? Comunque, proprio perché plasmata di mille interrogativi, ho anche delle certezze: devo avere rispetto per le esigenze diverse di ogni singolo individuo e vorrei, quindi, libertà nello scegliere per sé stessi qualunque cosa di positivo o di negativo.

Probabilmente non può, un divieto, porre un freno ai fenomeni spiacevoli della società, ma potrebbe farlo una adeguata crescita morale, culturale e civile e per questo, sin dalla nascita, si dovrebbe essere accompagnati dalla sensibilizzazione verso ogni valore sociale. Ma, in attesa di questa utopistica maturità mentale, dobbiamo convivere con regole e con leggi ed io vorrei leggi più liberali e permissive che vadano, però, di pari passo con controlli rigidi, veritieri e disinteressati, sugli abusi e sulle inottemperanze. Credo, infatti, che sia controllabile solo chi opera nella legalità e non chi, comunque, opererebbe nella clandestinità. Forse sono troppo ottimista?

Io sono per la famiglia e non mi piacerebbe l'idea di separarmi dal mio compagno, ma ho votato per il divorzio. Ci sono i figli? Ma qual è il male minore per un figlio, vivere con uno dei genitori separati o con ambedue che sotto lo stesso tetto si odiano o si ignorano?

Non mi piace l'aborto ma ho votato per l'aborto. Ma come si può credere che una donna che abortisce una o più volte lo faccia soltanto perché la legge lo consente? Lo avrebbe comunque fatto anche se vietato, così come succede sin dall'antichità: è soltanto una questione di sensibilizzazione e di assistenza morale. Infatti ci sono donne che non lo farebbero mai e che non lo hanno fatto neanche per motivi terapeutici. Ma allora non è meglio che la legge lo consenta per evitare i rischi derivanti dalla pratica clandestina?

E la droga!? Forse ci drogheremmo tutti se ne fosse consentito l'uso? Liberalizzandone il mercato si ridimensionerebbe la piaga dello spaccio, della prostituzione e della delinquenza? E' pur vero che anche l'alcool è una droga, il fumo, il caffè, ecc., ma non tutti ne abusano. E non sono sicura che sia valido il discorso del costo dell'assistenza sanitaria di questi soggetti che ricade sulla collettività, perché in tanti ci ammaliamo anche per scelte non personali come l'inquinamento ambientale, la mancanza di serenità per l'essere disoccupati o privi di una propria casa, per il conseguente abuso di farmaci.

La scienza! Mi affascinano i traguardi raggiunti dall'uomo ma sono limitata dalla mia ignoranza non supportata da una vera fede: Dio dà la vita e non si deve buttarla via (aborto, eutanasia, selezione e soppressione di embrioni), ma Dio non ha dato anche l'intelletto? Il mio istinto mi dice che l'uomo non può fermarsi ma poi mi blocco sui problemi della tutela dell'ambiente e della bioetica. Tendo per la ricerca ad oltranza, affiancata, però, da organi di controllo efficaci a bloccare eventuali deviazioni o abusi.

Voterei a favore di una legge più permissiva per la fecondazione assistita, affinchè chiunque possa scegliere, per rimuovere le cause di infertilità o di sterilità, il metodo terapeutico che ritiene più efficace. D'altra parte, ormai, moltissimi embrioni umani sono conservati in alcune strutture sanitarie e, quindi, perché non utilizzarli per finalità terapeutiche e diagnostiche? Quanti individui ammalati sono in attesa di progressi nel campo dell'eugenetica? Molti scienziati affermano che la clonazione umana, che tanto temiamo, è impossibile per vari motivi, ma la clonazione terapeutica dovrebbe essere favorita da leggi adeguate.

Grossi traguardi nel campo della medicina sono stati raggiunti grazie, anche, alla sperimentazione sugli animali? Ho sempre pensato di sì. Ma che orrore nello scoprire quanta sofferenza l'uomo procura a degli esseri indifesi per il puro piacere fine a sé stesso.

Questi dubbi, ed altri, mi tengono costantemente nella via ……. di mezzo.

E tu?

(di Giovanna...) 15/02/2005