"Archivio10" - 10/03/2005

 

Iraq doubleface

 

L'intervento militare in Iraq c'è sempre stato presentato come un intervento di PACE, invece oggi con la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena e con l'uccisione del funzionario del SISMI Nicola Calipari, l'intervento svela il suo vero volto.

Nessuno potrà mai sapere come si sono svolti i fatti, né cosa abbia indotto il militare americano a premere per almeno un minuto quel maledetto grilletto (che per un professionista sono un'eternità).Infatti, quattrocento sono stati i colpi esplosi nella direzione della macchina che procedeva verso il posto di blocco della “salvezza”,

Senza sapere cosa realmente è accaduto ognuno di noi arriva alla propria conclusione: la mia è che lì non si combatte una “guerra di pace”, un termine che i “buoni” ci hanno abituati ad accettare.Infatti, per smentirlo è bastato ascoltare le loro dichiarazioni e capire cosa realmente ci fanno lì i nostri soldati: quel doloroso e tragico incidente “si è svolto in una zona di guerra e in quanto tale può accadere di essere uccisi da fuoco amico”.

Ma allora Signori, vi volete decidere? Sta maledetta guerra, cos'è?

In Iraq, almeno 50.000 morti civili cosa sono? Un tragico incidente?

Se la morte di Calipari, padre di due figli, è un incidente, allora perché i soldati sparano 400 colpi contro l'autovettura della Sgrena che, per forza di cose, non poteva aver fatto presupporre atti ostili contro gli uomini che presidiavano il posto di blocco?

Perché in una missione di pace i militari sono autorizzati a distruggere tutto quello che potrebbe, ripeto potrebbe, essere interpretato come un probabile pericolo?

Queste due domande hanno un'unica risposta: lì si combatte una guerra all'ultimo quartiere e le truppe hanno ormai raggiunto un livello di stress non associabile ad un intervento di pace.

Questo tragico episodio è accaduto ai nostri connazionali e la notizia ha avuto un'immediata diffusione internazionale; ma chi ci garantisce che non è potuto accadere altre volte e addirittura contro gli stessi cittadini iracheni alimentando l'odio contro i nostri militari?

Signori politici sostenitori di questa maledetta guerra, io vi dico basta, basta con le bugie, con i sotterfugi, con le menzogne, BASTA!!!

Non sacrificate più corpi e anime all'Angelo della morte, non alimentate l'odio tra fratelli, non nascondete sotto una parola nobile come DEMOCRAZIA interessi economici di lobby che con il loro sostegno vi permettono di governare interi popoli.

Voi non siete stati scelti per combattere le guerre ma al contrario evitarle.

(de Il Filosofo...) 07/03/2005