"Archivio14" - 30/03/2005

 

"Memoria delle mie puttane tristi"
(Gabriel Garcia Marquez – Ed. Mondadori)


Appunti di una vita nel momento in cui essa giunge al capolinea.

E proprio allora essa sembra ricominciare e mettere in discussione le certezze del passato.

Lo spunto, un'adolescente e un sentimento ritrovato.

Dal punto di vista letterario, ritorna il Marquez “fantastico” nella descrizione della realtà.

“….c'era una stella sola e limpida nel cielo color di rose, un battello lanciò un addio sconsolato, e sentii in gola il nodo gordiano di tutti gli amori che avrebbero potuto essere e non erano stati….”.

“Stavo ordinando le mie carte avvizzite, il calamaio, la penna d'oca, quando il sole esplose fra i mandorli del parco e il battello fluviale della posta, in ritardo di una settimana per la siccità, entrò bramendo nel canale del porto. Era finalmente la vita reale, col mio cuore in salvo, e condannato a morire di buon amore nell'agonia felice di un giorno qualsiasi dopo i miei cent'anni”.

di Attilio (02/03/2005)