"Archivio16" - 16/04/2005

 

Sarò un inguaribile romantico, o meglio ancora nostalgico, ma l'idea della realizzazione del porto turistico nella mia città (Milazzo) non riesco proprio a mandarla giù. Pensare di non poter più rivedere, così come sono adesso, i luoghi che mi ricordano le mie passioni giovanili, i miei svaghi, le mie trasgressioni, i miei momenti di relax, proprio non riesco a digerirlo. E come me, credo, tanti e tanti milazzesi che in “marina” hanno trascorso momenti bellissimi della loro vita.

Ho assistito, sabato 5 marzo, ad un convegno organizzato da Legambiente sulla realizzazione del porto hub (porto e non porticciolo come vogliono farci credere) e mi sono ulteriormente convinto, se ce ne fosso stato bisogno, della inopportunità della realizzazione di questo progetto.

Credo che il problema non sia quello di pensare all'ubicazione del suddetto porto (lo hanno già deciso per tutti noi!), ma sostenere le ragioni affinchè ciò non avvenga.

Ricordo un tempo non molto lontano in cui era ancora un piacere passeggiare, oltre che sul lungomare Garibaldi, nel vecchio porto. Non esistevano cartelli con la scritta “vietato l'ingresso ai non addetti ai lavori” ed era possibile scambiare due chiacchere con i diportirsi, o fermarsi con Enrico e Teresa ( miei vecchi amici che vivevano su una splendida barca di legno) a discutere “di tutto” sorseggiando del buon vino.

Tutto questo oggi non esiste più o, meglio, è rimasto riservato ad una cerchia ristretta di utenti del porticciolo galleggiante che si estende lungo il molo Marullo.

Se averrà ciò che temo, fra non molto tempo anche la “marina” sarà un ricordo per tutti noi: non avremo l'opportunità di sederci “sul muretto”, di vedere il mare “lì ad un passo” e dovremo rispettare tutti i divieti che ci verranno imposti.

E tutto questo perché? Per risolvere così la “vocazione turistica” di Milazzo? La voglia di turismo di una città che ha sacrificato la propria esistenza ad una industrializzazione forzata con la quale si trova quotidianamente a fare i conti, dove le morti per tumori crescono in modo vertiginoso?

E poi, chi si avvantaggerebbe della messa in opera di tale progetto? Qualche commerciante forse sì!

Ma la popolazione tutta pagherebbe lo scotto di uno sconsiderato aumento dei prezzi (che da noi sono già abbastanza alti), oltre al “furto” di un'altra fetta della propria identità.

(di Attilio… ) 10/03/2005