"Archivio44" - 03/04/2006

 

GENTE COMUNE

Comune : che significa, nell'uso che se ne sente spesso fare come epiteto del sostantivo gente ?

Nel Grande dizionario della lingua italiana di Battaglia (Utet), trovo: Comune (agg.) : Normale, che non esce dalla regola…; che non ha nulla di singolare, che non esce dalla mediocrità…; semplice. Modesto, dozzinale, banale, senza qualità speciali…; di bassa condizione, umile, grossolano, volgare.

Oggi capita spesso di sentir designare le persone in generale con l'espressione GENTE COMUNE. Persino una trasmissione televisiva è intitolata a gente comune. Chi è la “gente comune”?

Nel dizionario DEVOTO e OLI (Le Monnier, Firenze) si legge: la gente comune è quella che non esce dall'ordinario o non ha nulla di singolare. Con una sfumatura limitativa o spregiativa.

Non è, dunque, esaltante sentirsi compreso fra la gente comune.

D'altra parte ci si chiede: qual è la “gente non comune”? La domada è legittima, perché colui che, sia pure con paterna e quasi affettuosa condiscendenza, chiama gli altri “gente comune”, se ne astrae e sembra intendere se stesso persona non comune.

All'interrogativo si trova la seguente risposta nel Devoto e Oli: non comune: raro eccezionale; e nel Battagia: gente non comune: straordinaria, singolare.

Se a chiamare gli altri gente comune è un uomo politico, gestore del potere, non pare dubbio che egli, deliberatamente o no, venga a rilevare la diversità di collocazione sociale e di gerarchizzazione nella scala del potere intercorrente fra sé e gli altri. Come si fa in questo caso a non pensare al grande poeta romano G. G. Belli e a quel suo sovrano “der monno vecchio” , che “mannò fora a li popoli st'editto: Io so io e vvoi nun sete un cazzo” ? Se è vero, per esempio, che capita di sentir concedere che la gente comune sia dotata di intelligenza “costituzionalista”, per la quale le riesce di capire che l'Italia abbisogna di una seconda repubblica, strutturata secondo certi precisi requisiti, subito dopo capita di sentir dubitare fortemente che la gente comune possa e sappia interpretare il significato di certi referendum, che è chiamata a votare! Dunque, gente comune , un'espressione di comodo, per gli usi più contraddittori, a volta persino da parte della stesa persona.

Se, poi, con l'espressione “gente comune” si vuol porre in rilievo una differenza culturale, un diverso grado di istruzione fra l'uno o i pochi (non comuni) e i molti (comuni), allora si può fondatamente obiettare che l'uso di gente comune non può mai pretendere di definire e comprendere in generale e in assoluto un tipo, un genere, una sorta di persone (Battagia): gli schieramente di gente comune e di gente non comune sono, per così dire, mobili, soggetti ad interscambi, sicchè ciascuna persona può di volta in volta appartenere all'uno o all'altro fronte.

Per esempio, persona peritissima in dottrine politiche o in diritto costituzionale sarà non comune di fronte alla grande quantità di gente che non conosce o poco conosce le prime e il secondo, e che, perciò, è definibile dal “non comune” indottrinato “gente comune”. Ma la “persona non comune”, a sua volta, trasmigrerà fra la “gente comune” di fronte a persona che conosca l'ingegneria o la medicina o la paleografia o di fronte a qualsivoglia persona che sia peritissima nel proprio mestiere, nella propria professione, e persino di fronte ad un valente artigiano delle calzature o del ferro o del legno, e così via.

E allora: gente comune, chi?

Ciascuno può legittimamente replicare a… ciascuno: Gente Comune è Lei con tutti quelli del suo tipo, genere, sorte di persone. Insomma: Lei con tutta la sua razza!”

 

da "Le memoriuzze di Aldorino" - (1991)

(pubblicato il 20/01/2006)