"Archivio47" - 30/11/2006

 

“URLO”

Ho visto le menti migliori della mia generazione

distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,

trascinarsi per strade di negri allalba in cerca di droga rabbiosa,

hipsters dal capo dangelo ardenti per lantico contatto

celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte,

che in miseria e stracci e occhi infossati stavano su

partiti a fumare nel buio soprannaturale di

soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle

città contemplando jazz,

che mostravano il cervello al Cielo sotto lElevated

e vedevano angeli Maomettani illuminati

barcollanti su tetti di casermette

che passavano per le università con freddi occhi radiosi

allucinati di Arkansas e tragedie blakiane

fra gli eruditi della guerra,

che venivano espulsi dalle accademie come pazzi &

per aver pubblicato odi oscene sulle finestre del teschio

che si accucciavano in mutande in stanze non sbarbate,

bruciando denaro nella spazzatura e ascoltando

il Terrore attraverso il muro,

che erano arrestati nella loro barbe pubiche ritornando

da Laredo con una cintura di marijuana per New York,

che mangiavano fuoco in alberghi vernice o bevevano

trementina nella Paradise Alley, morte, o notte

dopo notte si purgatorizzavano il torso

con sogni, droghe, incubi di risveglio, al cool e uccello

e sbronze a non finire,

incomparabili strade cieche di nebbia tremante e

folgore mentale in balzi verso i poli di Canada &

Paterson, illuminando tutto il mondo immobile

del tempo in mezzo,

solidità Peyota di corridoi, albe cimiteri alberi verdi

retro cortili, sbronze di vino sopra i tetti, rioni

di botteghe in gioiose corse drogate neon balenio

di semafori, vibrazioni di sole e luna e

alberi nei rombanti crepuscoli invernali di Brooklyn,

fracasso di pattumiere e dolce regale luce della mente,

che si incatenavano alla sotterranea in corse interminabili

dal Battery al santo Bronx pieni di simpamina

finché la strepito di ruote e bambini

li faceva scendere tremanti a bocca pesta e scassati

stremati nella mente svuotata di fantasia

nella luce desolata dello Zoo

che affondavano tutta la notte nella luce sottomarina

di Bickford fluttuavano fuori e passavano un

pomeriggio di birra svanita nel desolato Fugazzi

ascoltando lo spacco del destino al jukebox allidrogeno,

che parlavano settanta ore di seguito dal parco alla

stanza al bar a Bellevue al museo al ponte di Brooklyn,

schiera perduta di conversatori platonici precipiti dai

gradini dingresso dalle scale di sicurezza dai

davanzali dallEmpire State giù dalla Luna,

farfugliando strillando vomitando sussurrando fatti

e ricordi e antidoti e sensazioni ottiche e shocks

di ospedali e carceri e guerre,

interi intelletti rigurgitati in un richiamo totale per

sette giorni e notti con occhi brillanti, carne

da Sinagoga sbattuta per terra,

che svanivano nel nulla Zen New Jersey lasciando

una scia di ambigue cartoline del Municipio di Atlantic City,

straziati da sudori Orientali e scricchiolii dossa

Tangerini e emicranie Cinesi nel rientro dalla

steppa in una squallida stanza mobiliata di Newark,

che giravano e giravano a mezzanotte tra i binari

morti chiedendosi dove andare, e andavano, senza lasciare cuori spezzati,

che accendevano sigarette in carri merci carri merci

carri merci strepitanti nella neve verso fattorie

solitarie nella notte dei nonni,

che studiavano Plotino Poe Sangiovanni della Croce

telepatia e cabala del bop perché il cosmos

vibrava istintivamente ai loro piedi nel Kansas,

che stavano soli per le strade dello Idaho in cerca di

visionari angeli indiani che erano visionari angeli indiani,

che credevano di essere soltanto matti quando Baltimora

luccicava in unestasi soprannaturale,

che sobbalzavano in limousine col Cinese dellOklahoma

sotto limpulso di inverno mezzanotte luce

stradale provincia pioggia,

che indugiavano affamati e soli a Houston in cerca

di jazz o sesso o minestra, e seguivano il

brillante spagnolo per chiacchierare sullAmerica e

lEternità, causa persa, e così si imbarcavano per l'Africa,

che scomparivano nei vulcani del Messico non

lasciando che lombra dei jeans e la lava e ceneri

di poesia sparse nella Chicago caminetto

che riapparivano sulla West Coast indagando sul

F.B.I. barbuti e in calzoncini con grandi occhi

pacifisti sexy nella pelle scura distribuendo

volantini incomprensibili,

che si bruciavano le braccia con sigarette protestando

contro la nebbia di tabacco narcotico del Capitalismo,

che diffondevano manifesti Supercomunisti in Union

Square piangendo e spogliandosi mentre le

Sirene di Los Alamos li zittivano col loro grido,

e gridavano giù per Wall e anche il ferry di Staten Island gridava,

che crollavano piangendo in palestre bianche nudi e

tremanti davanti al macchinario di altri scheletri,

che mordevano i poliziotti nel collo e strillavano di

felicità nella camionette per non aver commesso

altro delitto che la loro intossicazione e pederastia pazza tra amici,

che urlavano in ginocchio nella sotterranea e venivano

trascinati dal tetto sventolando genitali e manoscritti,

che si lasciavano inculare da motociclisti beati, e strillavano di gioia,

che si scambiavano pompini con quei serafini umani,

i marinai, carezze di amore Atlantico e Caribeo,

che scopavano la mattina la sera in giardini di rose e

sullerba di parchi pubblici e cimiteri spargendo

il loro seme liberamente su chiunque venisse,

che gli veniva un singhiozzo interminabile cercando

di ridacchiare ma finivano con un singhiozzo

dietro un tramezzo dei Bagni Turchi quando

langelo biondo & nudo veniva a trafiggerli con una spada,

che perdevano i loro ragazzi damore per le tre vecchie

streghe del fato la strega guercia del dollaro

eterosessuale la strega guercia che strizza

locchio dal grembo e la strega guercia che sta

lì piantata sul culo a spezzare i fili doro

intellettuali del telaio artigianale,

che copulavano estatici e insaziati con una bottiglia

di birra un amante un pacchetto di sigarette una

candela e cadevano dal letto, e continuavano sul

pavimento e giù per il corridoio e finivano

svenuti contro il muro con una visione di figa

suprema e vengono eludendo lultimo sperma della coscienza,

che addolcivano le fiche di milioni di ragazze tremanti

al tramonto, e avevano gli occhi rossi la mattina

ma pronti ad addolcire la figa dellalba,

natiche lampeggianti sotto i granai e nude nel lago,

che andavano a puttane nel Colorado in miriadi di

macchine notturne rubate, N.C., eroe segreto

di queste poesie, mandrillo e Adone di Denver

gioia alla memoria delle sue innumerevoli scopate

di ragazze in terreni abbandonati & retrocortili

di ristoranti per camionisti, in poltrone traballanti

di vecchi cinema, su cime di montagna

in caverne o con cameriere secche in strade

familiari sottane solitarie alzate & solipsismi

particolarmente segreti nei cessi dei distributori

di benzina, & magari nei vicoli intorno a casa,

che dissolvevano in grandi cinema luridi, si spostavano

in sogno, si svegliavano su una Manhattan

improvvisa, e si tiravano su da incubi di

cantine ubriachi di Tokay spietato e da orrori di

sogni di ferro della Terza Strada & inciampavano verso l'Ufficio Assistenza,

che camminavano tutta la notte con le scarpe piene

di sangue su moli coperti di neve aspettando che

una porta sullo East River si aprisse su una

stanza piena di vapore caldo e di oppio,

che creavano grandi drammi suicidi in appartamenti

a picco sullo Hudson sotto azzurri fasci

antiaerei di luce lunare & le loro teste saranno incoronate di alloro nelloblio,

che mangiavano stufato dagnello dellimmaginazione

o ingoiavano rospi nel fondo fangoso dei fiumi di Bowery,

che piangevano sulle strade romantiche coi carretti

pieni di cipolle e musica scassata,

che sedevano in casse respirando al buio sotto il

ponte, e si alzavano per fare clavicembali nelle loro soffitte,

che tossivano al sesto piano di Harlem incoronati

di fiamme sotto il cielo tubecolare circondati

da teologia in cassette di frutta

che scarabocchiavano tutta la notte in un rock and roll

su incantesimi da soffitta destinati a diventare

nella mattina giallastra strofe di assurdo,

che cuocevano animali marci polmoni cuori code

zampe borsht & tortillas sognando il puro reame vegetale,

che si buttavano sotto furgoni di carne in cerca di un uovo,

che buttavano orologi dal tetto per gettare il loro

voto all'Eternità fuori del Tempo, & per un

decennio dopo le sveglie cadevano ogni giorno sul loro capo,

che si tagliavano i polsi tre volte di seguito senza

seguito, rinunciavano ed erano costretti ad aprire

negozi di antiquariato dove credevano di invecchiare e piangevano,

che venivano arsi vivi nei loro innocenti vestiti di

flanella sulla Madison Avenue tra esplosioni di

versi di piombo e il frastuono artificiale dei ferrei

reggimenti della moda & gli strilli alla nitroglicerina

dei finocchi della pubblicità & liprite

di sinistri redattori intelligenti, o venivano investiti

dai taxi ubriachi della Realtà Assoluta,

che si buttavano dal ponte di Brooklyn questo è successo

davvero e se ne andavano sconosciuti e dimenticati

tra la foschia spettrale di Chinatown

minestra vicoli & autopompe, neanche una birra gratis,

che cantavano disperati dalle finestre, cadevano dal

finestrino della sotterranea, si buttavano nello sporco

Passaic, saltavano su negri, piangevano lungo

tutta la strada, ballavano scalzi su bicchieri rotti

spaccavano nostalgici dischi Europei di jazz tedesco

del 30 finivano il whisky e vomitavano rantolando

nel cesso insanguinato, nelle loro orecchie

gemiti e lesplosione di colossali sirene,

che rantolavano giù per le autostrade del passato andando

lun laltro verso lhotrod-Golgotha di

veglia solitudine-prigione o lincarnazione del jazz di Birmingham,

che guidavano est-ovest settantadue ore per sapere

se io avevo una visione o tu avevi una visione

o lui aveva una visione per scoprire lEternità,

che andavano a Denver, che morivano a Denver,

che ritornavano a Denver & aspettavano invano,

che vegliavano a Denver & meditavano senza

compagni a Denver e infine se ne andavano per

scoprire il Tempo, & ora Denver ha nostalgia dei suoi eroi,

che cadevano in ginocchio in cattedrali senza speranze

pregando per lun laltro salvezza e luce e seni, finché

lanima si illuminava i capelli per un attimo,

che si sfondavano il cervello in prigione aspettando

criminali impossibili dalla testa bionda e il fascino

della realtà nei loro cuori che cantavano dolci blues a Alcatraz,

che si ritiravano in Messico per conservarsi alla droga,

o a Rocky Mount per il tenero Buddha o a

Tangeri a ragazzini o alla Southern Pacific

per la locomotiva nera o a Harvard o a Narciso

o a Woodlawn alle orge o alla fossa,

che chiedevano prove di infermità mentale accusando

la radio di ipnotismo & venivano lasciati con la

loro pazzia & le loro mani & una giuria incerta,

che al CCNY buttavano patate in insalata ai conferenzieri

sul Dadaismo e poi si presentavano sui

gradini di pietra del manicomio con teste rapate

e discorsi arlecchineschi di suicidio, chiedendo unimmediata lobotomia,

e invece venivano sottoposti al vuoto concreto o

insulina metrasol elettricità idroterapia psicoterapia

terapia educativa ping-pong e amnesia,

che in malinconica protesta rovesciavano un unico

simbolico tavolo da ping-pong, riposando un poco in catatonia,

ritornando anni dopo proprio calvi eccetto una parrucca

di sangue, e lacrime e dita, al visibile destino

da pazzo delle corsie della città-manicomio dellEst,

fetidi corridoi di Pilgrim State Rockland e Greystone,

litigando con gli eco dellanima, rockrollando

nella mezzanotte solitudine-panca dolmen- reami

dellamore, sogno della vita un incubo, corpi

ridotti pietra pesanti come la luna,

con mamma finalmente ..., e lultimo libro fantastico

scaraventato dalla finestra, e lultima porta chiusa

alle 4 del mattino e lultimo telefono sbattuto

in risposta contro il muro e lultima stanza

ammobiliata svuotata fino allultimo pezzo di

mobilia mentale, un rosa di carta gialla attorcigliata

su una gruccia di fil di ferro nellarmadio,

e perfino essa immaginaria, nientaltro che

un pezzetto di speranza nellallucinazione

ah, Carl, mentre tu non sei al sicuro io non sono al

sicuro, e ora sei davvero nel totale brodo animale del tempo

e che dunque correvano per le strade gelate ossessionati

da un lampo improvviso dellalchimia delluso

dellellisse il catalogo il metro & i piani vibranti,

che sognavano e facevano abissi incarnati nel Tempo

& lo Spazio mediante immagini contrapposte, e

intrappolavano larcangelo dellanima tra 2 immagini

visive e univano i verbi elementari e

sistemavano insieme il sostantivo e il trattino

della coscienza sobbalzando alla sensazione del

Pater Omnipotens Aeterni Deus

per ricercare la sintassi e la misura della povera prosa

umana e fermarvisi di fronte muti e intelligenti

e tremanti di vergogna, ripudiati ma con

anima confessa per conformarsi al ritmo del

pensiero nella sua testa nuda e infinita,

il pazzo vagabondo e angelo battuto nel Tempo,

sconosciuto, ma dicendo qui ciò che si potrebbe

lasciar da dire nel tempo dopo la morte,

e si alzavano reincarnati nei vestiti spettrali del jazz

allombra tromba doro della banda e suonavano

la sofferenza per amore della nuda mente dAmerica

in un urlo di sassofono elai elai lamma lamma

sabacthani che faceva tremare le città fino allultima radio

col cuore assoluto della poesia della vita macellato

dai loro corpi buono da mangiare per mille anni.

Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha sfracellato

il cranio e gli ha divorato il cervello e l'immaginazione?

Moloch! Solitudine! Lerciume! Schifezza! Spazzatura

e dollari inafferrabili! Bambini che strillano nei

sottoscala! Ragazzi che singhiozzano negli eserciti!

Vecchi che piangono nei parchi!

Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch spietato!

Moloch mentale! Moloch duro giudice degli uomini!

Moloch prigione incomprensibile! Moloch galera teschio

di morte senza anima e Congresso di dolori!

Moloch i cui edifici sono sentenze! Moloch

vasta pietra di guerra! Moloch governi stupefatti!

Moloch la cui mente è puro macchinario! Moloch

il cui sangue è denaro che scorre! Moloch le

cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto

è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante!

Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch

i cui grattacieli sorgono in lunghe strade come

Jehovah senza fine! Moloch le cui fabbriche sognano

E gracchiano nella nebbia! Moloch le cui

ciminiere e antenne incoronano le città!

Moloch il cui amore è petrolio e pietra senza fine!

Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch

la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch

la cui sorte è una nube di idrogeno asessuale!

Moloch il cui nome è la mente!

Moloch in cui mi siedo solo! Moloch in cui sogno

Angeli! Pazzo in Moloch! Rotto in culo in Moloch!

Senza amore e castrato in Moloch!

Moloch che mi è entrato presto nellanima! Moloch

in cui sono una coscienza senza corpo! Moloch

che mi ha fatto uscire spaventato dalla mia estasi

naturale! Moloch che io abbandono! Svegliatevi

in Moloch! Luce che cade dal cielo!

Moloch! Moloch! Appartamenti robot! Sobborghi invisibili!

Tesori e scheletri! Capitali cieche! Industrie

Diaboliche! Nazioni spettrali! Manicomi invincibili!

Cazzi di granito! Bombe mostruose!

Si sono rotti la schiena innalzando Moloch al Cielo!

Strade, alberi, radio, tonnellate! Innalzando la

città al Cielo che esiste e ci circonda!

Visioni! Profezie! Allucinazioni! Miracoli! Estasi!

alla Deriva sul fiume americano!

Sogni! Adorazioni! Illuminazioni! Alla Religioni! L'intero

Carico di coglionerie da raffinati!

Sfondamenti! Al di là del fiume! Salti e crocifissioni!

Giù nella piena! Drogati! Epifanie! Disperazione!

Dieci anni di urli da bestie e suicidi! Menti!

Nuovi amori! Generazione pazza! Giù sulle rocce Del Tempo!

Vere risate sante nel fiume! Han visto tutto quanto!

gli occhi stravolti! se sante grida! Hanno detto

addio! si sono buttati dal tetto! verso

la solitudine! salutando! portando fiori!

giù nel fiume! nelle strade!

Carl Solomon! Sono con te a Rockland

Dove sei più matto di me

Sono con te a Rockland

Dove certo ti senti molto strano

Sono con te a Rockland

Dove imiti lombra di mia madre

Sono con te a Rockland

Dove hai assassinato le tue dodici segretarie

Sono con te a Rockland

Dove ridi a questo humour invisibile

Sono con te a Rockland

Dove siamo grandi scrittori sulla stessa terribile

Macchina da scrivere

Sono con te a Rockland

Dove le tue condizioni si sono aggravate e se ne

Parla alla radio

Sono con te a Rockland

Dove le facoltà del cranio non ammettono più i

Vermi dei sensi

Sono con te a Rockland

Dove tu bevi tè dal seno della zitelle di Utica

Sono con te a Rockland

Dove scherzi sui corpi delle infermiere le arpie del Bronx

Sono con te a Rockland

Dove in camicia di forza gridi che stai perdendo

La partita al vero ping-pong dell'abisso

Sono con te a Rockland

Dove pesti sul piano catatonico l'anima innocente

E immortale non dovrebbe morire empiamente

In un manicomio armato

Sono con te a Rockland

Dove cinquanta altri elettroshocks non restituiranno

La tua anima al suo corpo del pellegrinaggio

A una croce del vuoto

Sono con te a Rockland

Dove accusi i dottori di pazzia e complotti la

Rivoluzione socialista Ebraica contro il Golgotha nazionale fascista

Sono con te a Rockland

Dove spaccherai i cieli di Long Island e risusciterai

Il tuo vivente Gesù umano dalla tomba Sovrumana

Sono con te a Rockland

Dove venticinquemila compagni pazzi tutti insieme

Cantano le ultime strofe dellInternazionale

Sono con te a Rockland

Dove abbracciamo e baciamo gli Stati Uniti che tossiscono tutta

La notte e non ci lasciano dormire

Sono con te a Rockland

Dove ci svegliamo dal coma elettrizzati dagli

Aeroplani delle nostre anime che rombano sul

Tetto sono venuti a buttare bombe angeliche

Lospedale si illumina muri immaginari precipitano

O scarne legioni correte fuori O shock

Stellato di misericordia è giunta la guerra eterna

O vittoria non badare alle mutande siamo liberi

Sono con te a Rockland

Nei miei sogni arrivi in lacrime gocciolante dalla

Crociera della traversata in autostrada dellAmerica

Fino alla porta del mio cottage nella notte Dell'Ovest.

 

Allen Ginsberg - 1955

 

(postata il 03/04/2006)