"Archivio49" - 30/11/2006

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In un periodo in cui sembrerebbe d'obbligo parlare di politica, campagna elettorale, elezioni, io preferisco cogliere l'invito di alcuni amici e dedicare questo aggiornamento del sito raccontando, attraverso le visioni dei loro profeti, la beat generation .

Non per qualunquismo: voterò, forse in apnea, ma voterò, pur di mandare a casa questo governo, ma di dire la mia in questa squallida campagna elettorale non me la sento, proprio no!

E quindi, spazio ai ricordi, alle speranze di allora e a quelle di oggi, alle speranze di chi ha creduto in un mondo migliore e ancora continua a crederci, anche omaggiando quegli strani poeti che negli anni cinquanta, armati di coraggio “battevano” le loro idee e facevano sentire la propria voce, armati di vecchie macchine da scrivere, gridando il proprio Urlo come un manifesto letterario, purificazione di concetti per la purifucazione del linguaggio, facendo di ciò che veniva considerato turpiloquio esaltazione della purezza attraverso la sincerità d'espressione.

E proprio Howl (Urlo) di Ginsberg, che pubblichiamo in “meditando”, questo Urlo in cui ogni verso è un unico poema letto d'un fiato, sembra essere il manifesto non solo di una generazione ma di tutte le generazioni che dalla loro sconfitta partoriscono la prospettiva e la voglia di lasciare qualcosa al mondo futuro, anche attraverso un romanzo o una poesia.

 

(di Attilio.. 03/04/2006)