"Archivio56" - giugno 2007

Nuova Zelanda

Scoprire nuovi posti, siano essi lontani o vicini, è sempre un'esperienza indimenticabile (oltre che emozionante).

Condividere, poi, queste emozioni con altri, siano essi compagni di viaggio, sia qualcuno a cui raccontare le tue sensazioni, è come proseguire l'avventura.

Il mio errare mi porta questa volta dall'altra parte del mondo.

Credo che la Nuova Zelanda sia, per ogni amante dei viaggi, una meta particolarmente ambita.

Se a ciò aggiungi la possibilità di praticare in quei luoghi lo sport che ti ha accompagnato per mano fin dall'adolescenza, beh, forse hai raggiunto uno dei sogni della tua vita.

L'avventura inizia quando Lorenzo mi informa che gli amici del CUS Catania si stanno organizzando per partecipare al Festival Mondiale dell'Old Rugby a Wellington.

Colgo al volo l'opportunità e decido di far parte della “spedizione”.

Partiti da Catania, a Roma ci attendono ben 14 ore di volo per raggiungere Hong Kong, dove ci fermiamo per due giorni.

Città da vedere, Hong Kong, ma che mi fa riflettere su come il nostro futuro non dovrà mai essere.

Altro volo di circa 11 ore e, finalmente, atterriamo ad Auckland.

Pur non avendo occasione di toccare la palla ovale, iniziamo già a respirare aria di Rugby.

Città molto bella, giovane e, soprattutto, incredibilmente pulita.

Da Auckland ci spostiamo a Rotorua (già il tipico nome Maori mi mette un po' di emozione).

Qui, recandoci alle grotte di Waitopu prima e in un tipico villaggio Maori dopo, iniziamo a prendere contatto con questa cultura, mito di ogni rugbista.

E sì! Vedendoli dal vivo , penso proprio che questi uomini, di origine polinesiana, siano stati creati per giocare a Rugby.

Qualcuno di noi inizia a cimentarsi nell'Haka, confondendo, a volte, i passi di questa danza con la nostra tarantella, trovando, involontariamente, delle affinità tribali.

Altro breve volo e arriviamo, dopo un atterraggio durante il quale qualcuno di noi non riusciva a comunicare con gli altri, concentrato com'era nelle sue preghiere, a Wellington.

Capitale della Nuova Zelanda, Wellington è una piccola città accogliente e piena di attrattive ma, soprattutto per noi, il luogo dove vestiremo la nostra divisa per condividere con altri amici, provenienti da tutto il mondo, la nostra passione.

E aria ovale si respira in tutta la città: di giorno ci si incontra per le strade e ci si saluta come vecchi amici; di notte ci si incontra nei locali per bere innumerevoli birre.

Ma anche le partite sono, più che degli scontri, piacevoli scuse per condividere esperienze ed emozioni.

Nei giorni di riposo ci si alterna fra shopping e magnifiche escursioni nei posti stupendi che circondano Wellington.

Abbiamo così l'occasione di vedere il famoso Kiwi, simbolo, insieme alla felce, di questa affascinante terra.

Terminata la settimana di gara, malconci ma appagati, ci rechiamo alla Festa di saluto.

Pensate, ben quattromila persone che si ritrovano a festeggiare come vecchi amici, uniti da una passione comune….il Rugby.

Musica, balli, costumi, tradizioni da tutto il mondo con contorno di fiumi di birra e, per finire, Wellington illuminata da fantastici fuochi d'artificio.

Ma, purtroppo, è già tempo di far le valigie: ci aspettano ben 40 ore di veglia fra voli e soste in aeroporti.

Stanchi ma con tante cose da raccontarci, appagati da un'esperienza che resterà sempre viva nei nostri ricordi e, perché no, sentendoci un po' più rugbisti di prima.

Ziu Belu (30/11/2006)